La morte / si sconta / vivendo.Categoria
🪶 Poetiche
Versi e frasi dal suono poetico. 54 citazioni.
E cielo e terra si mostrò qual era: / la terra ansante, livida, in sussulto; / il cielo ingombro, tragico, disfatto.
Il poco è molto a chi non ha che il poco.
Non mi rimane che rassegnarmi a morire. / Alleverò dunque tranquillamente una prole.
Il poeta sottrae tutto il meglio della vita per trasferirlo nella sua scrittura. Perciò la sua scrittura è così splendida e la vita così brutta.
La Chioccetta per l'aia azzurra / va col suo pigolio di stelle.
Tra un fiore colto e l'altro donato / l'inesprimibile nulla.
M'illumino / d'immenso.
Sempre caro mi fu quest'ermo colle, / e questa siepe, che da tanta parte / dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
A morte 'o ssaje ched'è?... è una livella.
Dolce e chiara è la notte e senza vento.
Dolce per sé; ma con dolor sottentra / il pensier del presente, un van desio / del passato.
Negletta prole / nascemmo al pianto, e la ragione in grembo / de' celesti si posa.
L'isola regge nel suo centro l'anima come una moneta / che il tempo e il vento pulirono lasciandola pura / come mandorla intatta e agreste tagliata in pelle di zaffiro.
Ha qualche volta / I suoi segreti l'amistà.
La pazzia, una certa pazzia, va molte volte a braccetto con la poesia.
Quanti quel roseo campanil bisbigli / udì, quel giorno, o strilli di rondoni / impazienti agl'inquieti figli.
Amor che mai non giunca a fine, amore / dir non si dee, ma una continua pena.
Amatevi! Che cosa costa il canto al rosignolo e la gentilezza alla pioggia mattutina?
Chi piange in sogno, è giunto a ciò che vuole, / è giunto alfine a tutto ciò che implora / invano.
Il successo è considerato più dolce / da coloro a cui mai arrise.
Vivi felice, se felice in terra / visse nato mortal.
E tu nemica / la sorte avesti pur: ma ti rimbomba / fama che cresce e un dì fia detta antica.
Vagai per il verde rifugio di Scoglietto / Le arance su ciascun rametto sospeso / Ardevano come lucenti lampade d'oro a svergognare il giorno.
Dolore è più dolor, se tace.
Amici separati / per sempre – oche selvagge – / perse tra le nuvole.
Egli sembra, anche nell'aspetto, una di quelle foreste sul lido del suo mare, le quali anche nella più quieta serenità pare che si contorcano alle raffiche del libeccio.
Tornami a mente il dì che la battaglia / d'amore sentii la prima volta, e dissi: / oimè, se quest'è amor, com'ei travaglia!
Donne, da voi non poco / la patria aspetta.
Virtù viva sprezziam, lodiamo estinta.