All'uomo dabbene nulla può toccare di male né vivo né morto.Autore
Frasi di Socrate
470 a.C. – 399 a.C.
Filosofo greco (470/469 a.C. – 399 a.C.), maestro di Platone: non lasciò scritti e il suo pensiero ci è noto attraverso i dialoghi di Platone e le opere di Senofonte. Condannato a morte ad Atene per empietà e corruzione dei giovani, bevve la cicuta rifiutando la fuga.
Né in tribunale né in guerra non è lecito, né a me né ad altri, di ricorrere a qualunque mezzo per scampare ad ogni costo alla morte.
Mio caro Critone, questo tuo zelo sarebbe assai lodevole se fosse conforme a giustizia, altrimenti, più esso è insistente, più è biasimevole.
Non da ricchezza nasce agli uomini virtù, ma da virtù ricchezza e ogni altro bene, così in privato come in pubblico.
Di quanti oggetti io non ho bisogno!
Una vita che non dia luogo ad esame non merita d'esser vissuta.
Io sono un cittadino del mondo.
Se noi, prestando orecchio a quelli che non se ne intendono, roviniamo ciò che diventa migliore attraverso un sano esercizio e va, invece, in malora con pratiche dannose, che ne sarà della nostra vita?
Ora, se non è nessuna sensazione, ma come un sonno, quando dormendo non si veda nemmeno alcun sogno, un guadagno meraviglioso sarebbe la morte.
Critone, siamo in debito d'un gallo ad Asclépio; offriteglielo; non ve ne dimenticate.
Io, in confronto di quei mali, di cui so che son mali, non temerò mai né fuggirò quelli che non so se per caso non anche dei beni.
Far del male non è per nulla diverso dall'essere ingiusti.
Quel che è sopra di noi, nulla ha che fare con noi.
Ho un'ultima lezione da dare: essi mi devono uccidere perché sappiano quello che hanno fatto. La città dovrà affrontare la propria colpevolezza.
Però io temo, cittadini, che il difficile sia non già schivare la morte, ma assai più difficile sottrarsi alla malvagità, che corre più veloce della morte.
L'importante non è vivere, ma vivere bene.
Avendo così pochi bisogni che meno non si potrebbe, sono vicinissimo agli dei.
Le parole false non solo sono cattive per conto loro, ma infettano anche l'anima con il male.
La morte difatti nessuno sa neppur se non sia per l'uomo il maggiore di tutti i beni; e gli uomini la temono quasi sapessero di certo ch'è il maggiore dei mali.