Più si è malcontenti di sé e più la firma si mette gigante.Autore
Frasi di Cesare Pavese
1908 – 1950
Scrittore, poeta e traduttore italiano (1908–1950), esplorò nei romanzi, nei versi e nei diari la solitudine, il mito e il rapporto con i luoghi d'origine.
Il fascino sottile delle convalescenze consiste in questo: tornare alle proprie abitudini con l'illusione di scoprirle.
Perché questo è l'ostacolo, la crosta da rompere: la solitudine dell'uomo – di noi e degli altri.
Perché tanti discorsi ambigui, buttati con l'edera a nascondere un pozzo, quando tutti sapevamo di che pozzo si trattava?
È religione anche non credere in niente.
Non sai che quello che ti tocca una volta si ripete? Che come si è reagito una volta, si reagisce sempre? Non è mica per caso che ti metti nei guai. Poi ci ricaschi. Si chiama il destino.
Nelle parole c'è qualcosa d'impudico.
Inutile piangere. Si nasce e si muore da soli...
Si passano insieme dei mesi, degli anni, poi succede. Si perde un appuntamento, si cambia casa, e uno che vedevi tutti i giorni non sai nemmeno piú chi sia.
Avere una tradizione è meno che nulla, è soltanto cercandola che si può viverla.
Conta quello che si fa, non che si dice.
Se non lo fossimo, dovremmo rivoltarci, tirare le bombe, rischiare la pelle. Chi lascia fare e s’accontenta, è già un fascista.
Per disprezzare il denaro bisogna appunto averne, e molto.
Pensai a quanti luoghi ci sono nel mondo che appartengono così a qualcuno, che qualcuno ha nel sangue e nessun altro li sa.
Non avevo tristezze, sapevo che nella notte la città poteva andare tutta in fiamme e la gente morire. I burroni, le ville e i sentieri si sarebbero svegliati al mattino calmi e uguali.
Non c'è dei sopra il campo. C'è soltanto la terra, la Madre, la Grotta, che attende sempre e si riscuote soltanto sotto il fiotto di sangue. Questa sera, straniero, sarai tu stesso nella grotta.
Quella guerra in cui vivevo rifugiato, convinto di averla accettata, di essermene fatta una pace scontrosa, inferociva, mordeva piú a fondo, giungeva ai nervi e nel cervello.
Non gli dissi ch'ero uscito con Linda. Adesso, prima cosa si sentiva quel profumo. La finestra era aperta, ma nel freddo sentivo il profumo. Guardavo in terra i mozziconi se eran sporchi di rossetto.