Ama il modesto mestiere che hai imparato, e accontentati di esso.Autore
Frasi di Marco Aurelio
121 – 180
Imperatore romano e filosofo stoico (121 – 180), l'ultimo dei cosiddetti «buoni imperatori». I suoi appunti privati, raccolti nei dodici libri di «A sé stesso» (o «Pensieri»), sono tra i testi di saggezza pratica più letti di ogni epoca.
Non divagare; ma in ogni manifestazione del tuo istinto procura di mantenerti giusto, e di conservare intatta in ogni rappresentazione della mente la tua facoltà comprensiva.
Ciò che non rende peggiore l'uomo, non rende peggiore neppure la sua vita, né gli arreca danno, sia esternamente che internamente.
Quand'anche tu avessi da vivere tremila anni moltiplicati per diecimila, nondimeno ricorda che nessuno perde una vita altra da quella che vive, né vive altra vita da quella che perde.
Quanto tempo guadagna chi non s'incarica di star a vedere che cosa il suo vicino abbia detto o fatto o pensato, ma si cura solamente delle sue proprie azioni, per renderle giuste e sante e indirizzate al bene!
La vita è breve: s'ha da trar profitto dal presente, operando secondo ragione e secondo giustizia. Sii moderato anche nei momenti di ricreazione.
In ogni momento applicati con ogni cura... a sbrigare la faccenda che hai per le mani... e liberati da tutte le altre preoccupazioni. E te ne libererai, se compirai ogni azione della tua vita come se fosse l'ultima.
Sia pronto il tuo volere per abbandonarti nelle mani di Clotò; concedi che la Parca faccia il suo intreccio con quegli eventi che vuole.
Cammina sempre per la via più breve; e la via più breve è quella secondo natura.
Non vivere come se avessi diecimila anni da vivere ancora.
Forse che lo smeraldo perde del suo valore se non è lodato?
Non prender le cose, come le giudica colui che t'offende, e com'egli vuole che tu le giudichi; ma vedile così come effettivamente sono.
Devi sempre agire, parlare e pensare, come se fosse possibile che tu, in quell'istante, lasciassi la vita.
Ogni evento è così ordinario e familiare come la rosa in primavera e la frutta d'estate. Fatti del genere sono la malattia, la morte, l'oltraggio, l'insidia e quante altre realtà rallegrano o deprimono gli stolti.
Nulla viene dal nulla, come nulla ritorna nel nulla.
Bisogna conformarsi alla natura durante il brevissimo istante che viviamo; bisogna partire con rassegnazione come l'oliva matura cade benedicendo la terra sua nutrice e rendendo grazie all'albero che l'ha prodotta.
Sopprimi l'opinione ed avrai soppresso il «sono stato offeso». Sopprimi il «sono stato offeso» ed avrai soppresso l'offesa.
La morte, la vita, la fama, l'infamia, il dolore, il piacere, la ricchezza, la povertà, tutto ciò tocca ugualmente a buoni e cattivi, non essendo queste cose né belle né brutte; e, dunque, neppure beni o mali.
Le cose sono come inviluppate di tali tenebre, che a filosofi non pochi, e non dei più volgari, esse son parse del tutto incomprensibili.